Diagnosi e Valutazione in età evolutiva

La valutazione cognitivo-comportamentale rappresenta il prima step da effettuare per la presa in carico dei più piccoli. In questo articolo cercherò di illustrarvi l’importanza della valutazione e il suo fondamentale ruolo nel processo terapeutico e riabilitativo dei nostri bimbi. Inoltre, fornirò risposte pratiche alle domande che i genitori più frequentemente mi rivolgono all’inizio del percorso che intraprenderanno i loro figli. 

A cosa mi riferisco quando parlo di valutazione in età evolutiva? 

La valutazione, che sia a fini diagnostici o meno, ovvero che abbia come scopo quello di rilasciare una diagnosi specifica o che venga fatta esclusivamente ai fini riabilitativi, è un passaggio essenziale alla presa in carico del bambino ed, eventualmente, alla definizione di un piano didattico/educativo come può essere un PEI o un PDP. 

A cosa serve una valutazione? 

La valutazione ha come obiettivo quello di fornire una mappa del bambino, di conoscere i comportamenti che mette in atto nei suoi contesti di vita, il suo funzionamento cognitivo nelle diverse abilità neuropsicologiche ed infine esplorare il profilo emotivo del bambino. 

Sostengo spesso che ci sono due modi differenti di lavorare 

  • Procedendo alla cieca, cioè definendo i passi per un intervento senza conoscere il reale problema che presenta il bambino. Avvalendosi del fattore tempo, solo grazie al quale si riuscirà parzialmente a venire a capo delle problematiche esperite dal bambino, perdendo così denaro, risorse e mesi di lavoro. 
  • Strutturando il piano di intervento sulla base di una valutazione costruita ad hoc, mirata alla definizione del profilo emotivo e cognitivo del bambino, che permetta altresì di avere una panoramica a 360° gradi del bambino, grazie alla quale è possibile definire fin da subito un progetto terapeutico personalizzato.

Quando richiedere una valutazione cognitivo-comportamentale? 

  • Quando notiamo noi stessi, e/o le insegnanti ci segnalano, difficoltà nelle discipline scolastiche
  • Il bambino risulta più lento dei coetanei nell’apprendimento delle varie discipline e nell’esecuzione dei compiti scolastici 
  • La lettura è lenta e frammentata, con errori frequenti rispetto alla maggior parte dei compagni di classe 
  • Quando il bambino ha difficoltà a comprendere i contenuti di ciò che legge 
  • Commette molteplici errori nella scrittura e/o la grafia risulta poco leggibile
  • Quando l’apprendimento delle tabelline diventa estenuante ed il bambino ha difficoltà ad applicare le procedure per il calcolo 
  • Si distrae continuamente anche senza l’intervento di fonti esterne 
  • Quando, nonostante un’accurata spiegazione dei contenuti da memorizzare, ha difficoltà nel comprenderli ed apprenderli 
  • Quando il bambino ha mostrato fin da piccolo una lentezza nell’acquisire il linguaggio parlato

Tuttavia, al di là di queste problematiche del tutto cognitive, non va dimenticato che bisogna prestare attenzione ai vissuti interni dei nostri piccoli e al loro modo di interagire con l’esterno. Infatti, tra i moventi che devono condurre alla richiesta di una valutazione vi sono: 

  • Il bambino è isolato e gioca poco con gli altri
  • Ha l’umore a terra, con tristezza e preoccupazioni eccessive 
  • Il suo comportamento non è adeguato al contesto 
  • Si scoraggia facilmente al primo fallimento 

Occorre che una sola di queste situazioni si verifichi perché diventi necessario recarsi da un professionista psicologo per un consulto!

Ma nel pratico in cosa consiste la valutazione? E quanto tempo è necessario per svolgerla? 

Una valutazione conta diversi incontri da dividere tra genitori e bambini. Essi sono raggruppabili in tre fasi: 

FASE 1 Colloquio clinico 

Lo psicologo inizialmente svolgerà un colloquio clinico esclusivamente con i genitori. Solo successivamente incontrerà il bambino col quale procederà ad un ulteriore colloquio in assenza però dei genitori. 

FASE 2  Test formalizzati 

Verranno somministrate diverse prove ai bambini, volte a valutare non solo aspetti più strettamente cognitivi, ma anche emotivi e comportamentali. In questa fase lo psicologo ha l’importantissima occasione di osservare il bambino durante tutta la durata della valutazione. Spesso alla fase dei test è necessario il contributo dei genitori, ai quali potranno essere forniti questionari da compilare. 

FASE 3 La restituzione 

Lo psicologo, dopo aver messo insieme i dati raccolti, sarà in grado di restituire ai genitori una valutazione dettagliata del profilo completo del loro bambino.

Dico spesso che i bambini sono all’inizio della vita e tanta strada resta loro ancora da percorrere. Per tale ragione, riconoscere i segni di disagio e difficoltà ed intervenire precocemente su di essi nel modo più efficace, equivale a garantire loro un futuro più produttivo, coronato da benessere psichico ed emotivo. E noi, in quanto professionisti e genitori siamo responsabili del loro avvenire e garanti di quegli strumenti di cui hanno e avranno bisogno. 

La Dott.ssa Rosy Montuori Psicologa specializzata in età evolutiva

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