Autostima nei bambini: un equilibrio tra sfida e supporto

Una sana autostima è data dal giusto equilibrio tra la sfida a fare di più ed il supporto nelle difficoltà che il bambino incontra lungo il suo sviluppo.

L’autostima è l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di sé stesso (Battistelli, 1994), cioè la stima che ognuno di noi ha di sé. L’autostima può essere bassa oppure alta e ciò dipende da diversi fattori:

  • Vita familiare
  • Esperienze emotive
  • Relazioni sociali
  • Controllo ambientale
  • Successo scolastico
  • Vissuto corporeo

I bambini con bassa autostima pensano di non essere degni di amore ed affetto, perché non hanno ricevuto amore incondizionato dai loro genitori. Essi possono essere stati trascurati in famiglie problematiche, oppure non è stato espresso loro affetto in modo caldo ed accogliente, o a causa di esperienze interiorizzate in maniera distorta, come gelosie tra fratelli o genitori molto impegnati col lavoro, che hanno portato il bambino a pensare di non meritare affetto. Una bassa autostima può provocare problemi comportamentali a breve termine per cui il bambino fa i capricci, non è autonomo, è oppositivo, richiede rassicurazione e tende a procrastinare. Ciò può degenerare in alterazioni comportamentali a lungo termine, come difficoltà a prendere decisioni, richiesta di validazione esterna, e quindi sviluppo di dipendenze, nonché basse aspirazioni, difficoltà relazionali, sintomi internalizzanti, come ansia e depressione, oppure sintomi esternalizzanti come aggressività.

Il bambino con bassa autostima ha:

  • Atteggiamento chiuso
  • Tono di voce basso
  • Scarsa voglia di mettersi in gioco
  • Paura di sbagliare
  • Disturbi psicosomatici come:
    • Disturbi gastrointestinali
    • Cefalee
    • Alterazioni del controllo sfinterico
    • Disturbi alimentari

La bassa autostima innesca il circolo vizioso dell’impotenza appresa, cioè il bambino apprende che il fallimento è inevitabile, indipendentemente dal suo comportamento. 

Il genitore deve preoccuparsi di far sì che il bambino interiorizzi l’esperienza, in modo positivo, per favorire l’incremento di autostima. Egli deve, quindi, prestare attenzione a:

  • I successi: cioè quando il bambino riesce in qualcosa.  
  • L’autoefficacia: cioè quanto il bambino si sente in grado di fare qualcosa
  • L’ accettazione del gruppo: cioè quanto il bambino si sente apprezzato dai suoi pari e dalle persone per lui importanti.
  • La soddisfazione: cioè quanto si sente realizzato

Le lodi, i complimenti, i premi ed i rinforzi positivi sono molto importanti per insegnare al bambino a riconoscere le sue abilità ed i suoi limiti. È importante infatti insegnare al bambino a riconoscere non solo le proprie abilità, per poterle apprezzare, ma anche i propri limiti, per poterli poi accettare. Ciò è valido soprattutto quando l’autostima dei bambini è bassa. Infatti, i bambini con bassa autostima vedono troppo i propri limiti, e troppo poco i loro punti di forza. 

Quando l’autostima è bassa ci sono diversi modi per incrementarla:

  • Mostrare: il genitore mostra alta autostima al bambino, ed egli apprende per imitazione. Il genitore ha stima di sé stesso ed il bambino impara ad averne, a sua volta.
  • Insegnare: il genitore rivolge al bambino messaggi di apprezzamento, evita di criticare il suo errore, e lo spinge, a trovare una soluzione concreta. Gli dice “Hai fatto un errore, ma possiamo rimediare” invece di “Sei sempre il solito stupido! Che cosa hai combinato?!”. Il genitore, inoltre, non giudica né il bambino e né altri per abituarlo a non giudicare gli altri per non giudicare sé stesso.
  • Potenziare: il genitore esorta ad una riflessione sui punti di forza del bambino. Si interessa a ciò che egli sa fare e lo spinge a fare meglio. Il genitore segue le aspettative e gli interessi del bambino, piuttosto che i propri. Il genitore propone al bambino “sfide” adatte alle sue capacità dicendogli frasi come “Bravo! La prossima volta ti verrà ancora più facile!”, davanti ai risultati raggiunti dal bambino
  • Sostenere: il genitore non fa paragoni perché ogni bambino è diverso dagli altri.Si complimenta e si entusiasma per ogni piccolo traguardo raggiunto dal bambino. Il genitore invoglia e sostiene il bambino nei momenti di insicurezza. Quando il bambino non riesce a svolgere un compito gli dice “Non riesci ancora! Adesso scopriamo insieme come si fa”
  • Apprezzare: il genitore fa al bambino complimenti a prescindere da quello che fa. Egli lascia passare il messaggio:” Sono felice che tu esista e sia qui”, a prescindere da quello che fa. Affinché il bambino apprezzi sé stesso solo perché esista, deve essere il genitore a a stimarlo incondizionatamente.

Ciò che conta è insegnare al bambino che non serve essere grandi e forti come sembrano gli altri, ma rivelarsi agli altri per ciò che è, piuttosto che per come gli altri vorrebbero che fosse. 

La Dott.ssa Annamaria Raiola, Psicologa specializzata nell’età evolutive

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