Diventare genitori si può, e senza ansie!

Cos’è realmente essere genitori? Si prova sempre una certa euforia all’idea;
emozioni fortissime che molto spesso sono difficili da spiegare, persino da chi
ne ha e ne ha avuto esperienza sulla propria pelle. Questi sentimenti non
sono, però, gli unici a prendere piede, molti, anzi moltissimi sono i dubbi e le
domande che una persona prossima a diventare genitore rivolge a sé stessa:
‘’Sarò realmente capace di indirizzare mio figlio per la giusta strada?’’ ¨Sono
pronto per essere genitore?¨ ¨Allattamento al seno o artificiale?¨ ¨Ho le giuste
virtù da poter trasmettere?¨ ¨Saprò avere man forte nei momenti di difficoltà?¨
e tante altre ancora.

Analizzare almeno in parte la vera essenza dell’essere genitore potrebbe
aiutare a risolvere alcuni dei dubbi che ci travolgono nel momento della
meravigliosa notizia dell’arrivo di un nascituro.

CHE SIGNIFICA GENITORIALITÀ?
Analizzare la parola in questione nel dizionario può essere un buon punto
d’inizio. Quasi tutti i dizionari racchiudono un significato unico che ingloba i
seguenti punti:
● Prendersi cura del bambino
● Nutrirlo ed accudirlo
● Assicurare una casa ed una stabilità
● Assicurare e prendersi cura della sua situazione di salute
● Creare un ambiente di crescita flessibile, che si adatti alla crescita e alle
conseguenti esigenze del figlio
● Provvedere finanziariamente al proprio figlio
● Trasmettere le giuste virtù morali
Queste definizioni possono tornare molto utili, specialmente per chiarirsi le
idee in una fase iniziale quando la situazione mentale di un prossimo genitore
somiglia a quella del Guernica di Picasso. Tuttavia, si sa che non è tutto nero
o bianco e che le sfumature e le sfide che si attraversano nell’arco della vita
gentoriale non si possono sintetizzare in un elenco puntato.

COSA SIGNIFICA ESSERE GENITORE?
Ma ora cerchiamo di capire cosa significa essere genitore nel senso più
profondo del termine, non più da un punto di vista letterale ed etimologico,
anzi, da un punto di vista morale e psicologico.
Secondo l’associazione Americana Psicologi, anche conosciuta come APA,
essere un buon genitore significa: assicurarsi che il bambino sia al sicuro ed
in salute, preparare il proprio figlio ad essere un buon adulto, insegnare valori
che siano allineati con la propria cultura, guidarlo ed amarlo.
Vediamo che se consideriamo l’essere genitore in una sfera diversa, questa
volge molto di più verso una proiezione del soggetto nella società e su quanto
sia importante la figura del genitore nell’affinamento di tali caratteristiche. Una
volta genitori si è totalmente responsabili delle scelte e delle azioni di nostro
figlio, almeno nei primi anni di vita. Certo, i nonni, la scuola e le persone a noi
care influenzeranno, dalla loro parte, la vita del bambino, ma spetta al
genitore il ruolo cardine nella questione.

̀L’ECCESSIVA APPRENSIONE GENITORIALE
L’intento di questo articolo non è, sicuramente, sovraccaricare le già esistenti
ansie che portano ad essere genitori. Anzi, cercare di fare chiarezza sulla
posizione, comprenderne a pieno l’essenza e magari capire che non siamo gli
unici a provare queste emozioni: i nostri genitori prima di noi hanno
certamente provato le stesse sensazioni e i nostri nonni prima di loro.
È parte di noi stessi e dell’essere umano in generale avere paura di ciò che ci
è sconosciuto, di cui non abbiamo esperienza alcuna e che potrebbe andare
male. L’esperienza genitoriale però diverge leggermente dal discorso
generale: un genitore, per natura, ama il suo piccolo e desidera tutto il bene
per quest’ultimo. Azioni sbagliate fanno parte della nostra natura ma non
avranno mai un intenzione sinistra.
Quello che è importante comprendere è che per quanto si possa essere
genitori comprensibilmente e positivamente apprensivi, non si può essere con
i propri bambini ventiquattro ore al giorno: per una salute mentale propria e
del figlio, bisogna trovare un bilanciamento tra ansia e fiducia. Quando il
bambino è nelle mani dei nonni, delle maestre o della babysitter è inevitabile
una leggera apprensione, ma è altrettanto importante lasciare le persone a cui
abbiamo, appunto ‘’affidato’’ nostro figlio fare la propria parte.
Ancora di più quando questo affronterà l’adolescenza e la giovane maturità,
ed avrà dunque, quasi pieno controllo della sua vita, trovare la giusta misura
nella partecipazione alla vita quotidiana, per poter, in questo modo lasciarlo
camminare con le proprie gambe ed imparare dagli inevitabili, innocenti errori.

CONCLUSIONI
La nascita di un bambino è solo l’inizio di un lungo e bellissimo percorso,
genitori si diventa poco a poco, passo per passo, affrontando le proprie ansie
e rendendola la forza necessaria per attraversare i momenti più difficili.
Con questo articolo l’unico vero intento è capire e conoscere l’esistenza,
innanzitutto, del ‘’problema’’, se così lo si vuol chiamare; ma soprattutto,
comprendere che se si sta attraversando un periodo di ansie generate
dall’arrivo di un figlio, questo è del tutto naturale e non bisogna allarmarsi.
Il primo passo è riconoscere l’esistenza del malessere e comprenderne le
cause. Molto spesso l’aiuto di uno psicoterapeuta potrebbe portare, noi stessi,
a ‘’sbloccare’’ alcune risorse che, a volte, non si sa neppure di avere, o
ancora, che sono rimaste per così tanto tempo inutilizzate che diventa difficile
raggiungerle per poi utilizzarle.
La mente è uno strumento incredibilmente complesso ed è comune non avere
mezzi propri per comprendere cosa succede lì dentro, per questo motivo,
l’aiuto di uno psicoterapeuta può essere prezioso in queste situazioni.