L’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce

La precocità di una diagnosi e la prevenzione sono fattori indispensabili per poter dare la possibilità ai nostri bambini di avere una vita serena e soprattutto autonoma. Attualmente però, i probabili segnali di allarme non vengono individuati o riconosciuti, favorendo così uno sviluppo neuro psicomotorio basato su delle competenze di base assenti o inficiate.

Il neonato (ricordando che un neonato è tale fino a 6/8 settimane di vita) nasce con un bagaglio di funzioni di base che nei primi due mesi di vita non sono ben organizzati, ma che organizzano un tipo di funzione motoria RIFLESSA: in questo periodo si possono apprezzare i riflessi primitivi o fondamentali come Riflesso di Moro, di Suzione, ecc.  Il permanere di queste reazioni in maniera fissa e costante dopo il secondo mese di vita è già un segnale di rischio di disturbi nello sviluppo: a partire dalle 6/8 settimane infatti si passerà da una motilità di tipo riflessa caratterizzata appunto dai riflessi primitivi, a una motilità di REAZIONE a uno stimolo. La differenza sta nel fatto che nella motilità riflessa avremo sempre la stessa risposta allo stesso stimolo, nel secondo caso invece ci saranno risposte diverse in funzione del grado di maturazione neuropsicomotoria.

Qui diventa di fondamentale importanza l’osservazione, sia del comportamento naturale del bambino sia del comportamento in reazione ad alcuni stimoli che svelano l’età prestazionale del bambino: se l’età cronologica e quella prestazionale corrispondono il bambino è in salute e non ci sono problemi, in caso contrario è bene approfondire. In questo è bene ricordare che tutti i bambini seguono lo stesso iter di sviluppo neuropsicomotorio: a una precisa età corrisponde una precisa funzione, capacità o postura e quando c’è un intervallo di ritardo di più di 15 giorni è bene iniziare ad intervenire. È consigliabile dunque effettuare una visita prima del compimento del secondo mese d’età per poter poi effettuarne una seconda a fine terzo mese, tenendo sempre conto di segnali di guardia come: difficoltà di suzione, tensione o pianti disperati e immotivati, strabismo, scarsa attenzione agli stimoli affettivi o scarsa iniziativa psicomotoria, crisi epilettiche, ecc.

Nei casi in cui si rivela un ritardo funzionale verrà consigliata una semplice ginnastica che viene impostata per facilitare il bambino nell’impegno di cancellare il ritardo e crescere con tutte le abilità e capacità dei suoi coetanei. La metodica proposta è una terapia neuro psicomotoria su base neuropsic\oevolutiva evocante schemi congeniti o innati di carattere neuro psicomotorio, mediante stimoli adatti in posture adeguate, applicata per un tempo sufficiente, individuato in almeno quattro sedute al giorno di venti minuti cadauna”. Stiamo parlando del Metodo del Dr. Mario Castagnini, il Metodo FSC (facilitazione allo sviluppo delle cerebropotenzialità).

L’importanza della diagnosi e individuazione precoce è fondamentale per permettere l’inizio di un percorso riabilitativo/abilitativo qualora ce ne fosse necessità, aumentando così in modo vertiginoso le possibilità di successo e di autonomia per i nostri piccoli.

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